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Perché il battitore designato potrebbe essere introdotto anche in National League

Grandi e piccoli cambiamenti in Major League. Dopo l’incremento delle squadre ammesse alla postseason con l’aggiunta di una wild card per lega, un’altra piccola rivoluzione si avrà nel 2013 quando gli Houston Astros lasceranno la National League Central per approdare nell’American League West. Ci saranno così 5 squadre in ognuna delle 6 divisions e 15 in entrambe le leghe. Il problema è che la raggiunta uniformità numerica potrebbe nel tempo finire con l’attenuare le altre differenze che ancora esistono e che in un certo senso contribuiscono a dare un’identità specifica alla National League e all’American League. Una di queste riguarda naturalmente il battitore designato, un ruolo finora ammesso soltanto nelle partite ospitate dalle squadre appartenenti all’American League. Uno degli effetti dell’incremento degli incontri interleague, che l’uniformità numerica delle leghe consentirà nei prossimi anni, potrebbe essere proprio quella dell’adozione del designated hitter anche nella National League. Un’eventualità che verrebbe appoggiata dagli stessi giocatori, che in questo modo otterrebbero comunque 15 posti in più da titolari di lineup e la possibilità, in alcuni casi, di prolungare i contratti. Si pensi ad atleti che, non più agilissimi in difesa, conservano ancora le loro medie in battuta o a chi, nel ruolo di battitore designato, ci gioca ormai da anni, come David Ortiz (DH, 37). Personalmente condivido invece le perplessità espresse da Tom Verducci, che sulle pagine di SportsIllustrated ha spiegato i rischi di una tale trasformazione. Pur non volendo esagerare nelle definizioni, paragonando le due regole agli scacchi e alla dama, è innegabile che in questo modo si perderebbero non solo un po’ della profondità strategica del baseball tradizionale, ma anche quei momenti, a volte banali a volte epici, nei quali i due lanciatori avversari sono costretti a guardarsi negli occhi in una sfida diretta quando uno dei due ha il suo turno in battuta (Is the designated hitter coming to a National League park near you?).

La Major League espande la postseason con un’altra Wild Card per lega

Da questa stagione passeranno da 8 a 10 le squadre ammesse ai play-off. Oltre alle 6 classficate al primo posto nelle rispettive Divisions ci saranno infatti 2 Wild Card per la National League e 2 per l’American League. La vincitrice di Division con il record migliore attenderà la vincente dello spareggio tra le due Wild Card. Lo spareggio non sarà però una serie, ma un singolo incontro, che se da un lato potrebbe favorire il team con il lanciatore partente migliore piuttosto che quello con la migliore rotation, dall’altro renderebbe proprio il primo lanciatore partente inutilizzabile all’inizio della successiva serie divisionale. Questo aspetto rende ancora più importante classificarsi al primo posto durante la regular season, considerando il vantaggio che in questo modo si ottiene rispetto alla squadra ripescata. La scelta del singolo incontro di spareggio è comunque obbligata, considerando che nel caso contrario le altre 6 squadre starebbero ferme troppo tempo attendendo l’esito di un’intera serie. L’espansione della postseason, la prima dopo quella del 1994, è stata decisa anche con la collaborazione della Major League Baseball Players Association e sembra essere molto apprezzata dalla maggioranza dei club (Addition of Wild Card berths finalized for 2012).