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Il farm system dei Braves è pieno di talento

Il fascino sexy degli strikeouts per Tim Lincecum e i suggerimenti di Tim Hudson

Cosa c’è di più gratificante per un lanciatore che vedere il proprio avversario girare la mazza a vuoto e l’arbitro chiamare il terzo strike quando la palla finisce nel guantone del catcher? Bello, forse sexy, ma anche un vero dispendio di energie. Dopo la bella prestazione sul monte di lancio contro i Giants, Tim Hudson, l’esperto pitcher partente degli Atlanta Braves, ha voluto dare qualche consiglio al più giovane Tim Lincecum: “Non deve fare di ogni lancio uno swing-and-miss. Quando ero giovane commettevo lo stesso errore… ora insegno ai nostri ragazzi che gli strikeouts sono sexy, ma gli outs sono sempre outs, non importa come li si ottiene!” Una lezione, forse non richiesta, ma che dovrebbe far riflettere il talentuoso pitcher dei San Francisco Giants (Tim Hudson warns Tim Lincecum about relying too much on “sexy” strikeouts).

Jon Niese tiene i Braves all’asciutto per 6 innings e i Mets completano lo sweep

Un avvio di stagione decisamente superiore alle attese per i New York Mets, che si sono aggiudicati tutte e tre le gare casalinghe nella serie giocata contro gli Atlanta Braves, diretti rivali nella NL East. Non ci speravo e, naturalmente, non mi faccio particolari illusioni per quello che la squadra potrà fare in campionato, ma la piacevole impressione di vedere sul diamante dei ragazzi che hanno davvero voglia di giocarsela è sicuramente un bel segnale per i tifosi. Ieri il buon Jon Niese (P, 26) ha addirittura filtrato con il no-hitter fino al settimo inning mentre l’attacco riusciva a mettere insieme 7 runs, a partire dal sacrifice fly di David Wright (3b, 30) che aveva mandato a casa base Ruben Tejada (2b, 23), autore di un doppio, nella parte bassa del primo. Nella parte alta del settimo Jon Niese ha concesso una base ball a Dan Uggla (2b, 32) costatagli dieci lanci e subito dopo Freddie Freeman (1b, 23) ha messo a segno un singolo con una ground ball passata tra le prima e la seconda base. E’ stata la valida che di fatto ha costretto il buon Niese a rinunciare al sogno di un esordio con un no-hitter, ma non ha compromesso né la sua bella prova né l’esito dell’incontro, finito 7-5  per i Mets, che ora ospiterrano i Washington Nationals, mentre i Braves voleranno a Houston per la serie contro gli Astros (Fresh off new deal, Niese leads Mets to sweep).

Un tuffo spettacolare interrompe l’hitting streak di Dan Uggla

In questi giorni, incontro dopo incontro, avrà pensato tante volte a quel numero irragiungibile, il 56, quello delle partite consecutive nel campionato del 1941 nelle quali Joe Di Maggio batté almeno una valida. Ma anche se ieri uno spettacolare diving catch, presa in tuffo se preferite, del rookie dei Cubs Darwin Barney (2B, 26) ha fermato a 33 il suo hitting streak, trasformando una probabile valida in un sacrifice fly, l’impresa compiuta da Dan Uggla resta memorabile e si merita il suo posticino nella storia del baseball. Il 5 luglio, quando tutto è cominciato, la media battuta del seconda base degli Atlanta Braves era a ferma a .173, un rendimento abbastanza deludente, tanto da far nascere qualche dubbio in chi lo aveva acquistato dai Florida Marlins il novembre scorso. Ma da quella partita contro i Colorado Rockies del 5 luglio qualcosa è cambiato, e Dan Uggla ha cominciato a fare sul serio. Durante lo streak la sua media è stata altissima, .377 (49 hits su 130), con 15 home runs e 32 RBI. “E’ stato divertente” ha commentato dopo la delusione di ieri, “ma tutte le cose hanno una fine!” Oltre che divertente, è stato entusiasmante per i tifosi dei Braves e per il morale della squadra, al primo posto nella classifica della classifica per la Wild Card, quella che veramente conta per raggiungere i play off, dal momento che pensare di insidiare il primo posto nella NL East ai Philadelphia Phillies sarebbe quanto meno presuntuoso.  Quanto ai record, possiamo riassumere che Uggla ha battuto quello di Atlanta, che prima apparteneva a Rico Carty, che nel 1970 si è fermato a 31 games, ma non quello della franchigia: Tommy Holmes nel 1945 arrivò a 37 con i Boston Braves. Mentre il record assoluto di 56, della leggenda degli Yankees Joe Di Maggio, sembra davvero difficile da battere. L’unico giocatore nel dopoguerra ad aver superato i 40 games è stato Pete Rose, uno dei più grandi switch hitters di sempre, che si fermò a 44 con i Cincinnati Reds nel 1978, un campione assoluto che se non è nella Hall of Fame lo deve a una vicenda di scommesse che lo coinvolse una decina di anni dopo.

Dan Uggla's Hitting Streak Ends at 33 Games, But Credit is Due Beyond The Streak Anyone who knows me personally is well aware that I am a massive Philadelphia Phillies homer, and generally have nothing but negative slights towards their division rivals. Of course by proxy that also means that any player on said rivals is usually slighted along with the team, and it is tough for me to have any lenience. Although I have found … Read More

via The Beard And Stache